Aperta tutti i giorni
Visita guidata:
ogni terzo sabato del mese alle ore 15:00 e alle ore 16:00
ritrovo alla porta della chiesa
Contatti “Amici della Pieve”:
– amicipievesantagiustina@gmail.com
La Storia
Monumento notevolissimo, di struttura romanica dove si infiltrano elementi decorativi gotici. Questa pieve probabilmente era sorta nel periodo longobardo quando Monselice fu il centro politico e amministrativo dei superstiti territori di Este e di Padova. La sua chiesa di S. Giustina sorgeva in cima al colle nel contesto delle fortificazioni. Una donazione del 21 luglio 1122 parla di «ecclesiae plebis sancte Iustine de Montesilice sita supra vertice montis ipsius loci».
Il 6 marzo 1239 venne a Monselice l’imperatore Federico II e volle che la rocca fosse circondata di mura. La vecchia pieve di S. Giustina fu abbattuta e per 17 anni la collegiata fu ospite della chiesa di S. Martino vecchio. Però appena cacciato Ezzelino, l’arciprete Simone de’ Paltanieri, l’11 ottobre 1256, ottenne dal vescovo Giovanni Forzaté di trasferire la sede della pieve verso la metà del colle, nella chiesa di S. Martino nuovo, che prese il nome di S. Giustina. Il Paltanieri la trasformò in un vasto duomo dalle pure linee romaniche con torre campanaria dello stesso stile.
La pieve ebbe giurisdizione – ma molto tenue – sulle parrocchie di S. Paolo, S. Martino e S. Tommaso, indipendenti nell’esercizio della cura d’anime nel loro settore urbano di Monselice, finché il vescovo mons. Pellizzo con decreto del 10 agosto 1919 abolì completamente la circoscrizione interparrocchiale esistente a Monselice da quasi dieci secoli per costituirvi una sola parrocchia urbana, quella arcipretale abbaziale di S. Giustina e quattro parrocchie: Monticelli, S. Cosma, S. Bortolo e Ca’ Oddo. Poiché l’antica arcipretale di S. Giustina per la sua ubicazione a metà del colle mal si prestava ad essere la sede della, nuova parrocchia cittadina, s’imponeva il problema d’un nuovo duomo più centrale.
Dopo la visita vescovile del 25 marzo 1925 il territorio della parrocchia fu diviso in quattro reparti, ciascuno curato da proprio sacerdote residente: Duomo, S. Paolo, S. Martino e S. Tommaso. In quello stesso 1925 iniziarono i lavori di restauro dell’arcipretale, che, liberata dalle deturpazioni barocche del 1600, riebbe le originarie armoniose linee romaniche.

testo tratto da https://www.ossicella.it/