Per visitare la chiesa contattare la Parrocchia del Duomo

La Storia
Antica cappella (sec. X) appartenente al monastero benedettino di S. Giustina in Padova, subì nel tempo un degrado che s’arrestò solo alla fine del ‘600, quando ne venne ampliata l’aula (1682) e risistemati gli altari. Nel 1749 il vescovo Rezzonico, poi papa col nome di Clemente XIII, consacrò il rinnovato edificio con l’altar maggiore già ultimato per mano della bottega di Giuseppe Bernardi detto il Torretto (autore delle due volitive statue di S. Martino di Tours e di S. Gregorio Barbarigo). Degno d’attenzione l’originale ciclo pittorico da poco ottimamente restaurato per merito della Contrada e dell’Associazione San Martino.
Una serie di dodici quadroni raffigura gli Apostoli, la cui paternità sembra doversi attribuire a Vincenzo Damini (1670-1750). Di minori artisti le pale agli altari laterali e quella, seicentesca, dedicata al titolare S. Martino rappresentato, secondo la classica iconografia, mentre divide il proprio mantello di soldato con un povero.
Oggi la chiesa è officiata dalla parrocchia del Duomo Nuovo per matrimoni e durante alcuni eventi canonici dell’anno liturgico, come i fioretti di maggio; è aperta nel contempo a manifestazioni culturali mostre e concerti, affollata in modo speciale il 13 dicembre, festa amatissima di S. Lucia e del suo «pane» bene augurante a forma di occhio con quattro raggi, una devozione radicata in tutto il monselicense e legata alla lavorazione della trachite.
Finita l’ultima guerra, nel 1946 a ricordo dello scampato pericolo (molto vicino alla chiesa erano cadute bombe che avevano portato morte e distruzione), i sanmartinesi decisero di sistemare l’interno della chiesa che era allora in condizioni squallide: furono sostituiti i finestroni di legno con altri di ferro, furono eseguiti rappezzi di intonaco, tutta la chiesa fu tinteggiata e furono eseguite le decorazioni oggi esistenti della cappella della Madonna.
Iniziato l’accorpamento alla parrocchia del Duomo Nuovo, San Martino fu usata come chiesa dei defunti perché là si celebrarono tutti i funerali del paese fino a che non furono costituite le altre tre nuove parrocchie. Finita l’epoca dei funerali. San Martino fu usata molto saltuariamente: fioretti nel mese di maggio, festa del Santo l’undici novembre, festa di Santa Lucia il 13 dicembre.
Alla fine degli anni ’80 alcune coincidenze fortuite hanno portato al restauro totale dell’immobile, salvando così la chiesa. Restaurata la chiesa, nacque l’associazione “San Martino” che, provvide al completamento delle opere (tinteggiature, impianto elettrico, restauri di tutti i dipinti) in modo che questo tempio è ora una attrattiva storico culturale della città di Monselice.
Con questi lavori furono messi in luce il fonte battesimale le due nicchie per gli Oli Santi, alcune tombe e infine l’ampiezza della chiesa primigenia al restauro settecentesco.
testo tratto da https://www.ossicella.it/