visita il sito dedicato curato dalla parrocchia per organizzare la visita al Santuario Giubilare durante l’Anno Santo 2025.
Aperto tutti i giorni
Visita guidata:
ogni terza domenica del mese alle ore 11:00
ritrovo alla “Porta Romana”
Contatti “Amici della Pieve”:
– amicipievesantagiustina@gmail.com

La Storia
Nel 1605, su concessione di Papa Paolo V, viene esplicitato il complesso programma dell’erezione di sei cappelle, dislocate lungo un percorso in salita e incastonate sul pendio del colle di Monselice.
Il piano realizzava così un raro esempio di “paesaggio devozionale”, unico nel territorio veneto. Desiderando Pietro Duodo dotare di qualche indulgenza il Tempio di S. Giorgio, si concedeva ai fedeli benefici spirituali identici a quelli che i pellegrini ricevevano solo a Roma, percorrendo il santo itinerario delle sette Basiliche. I fedeli in grazia di Dio avrebbero dovuto visitare non solo la chiesetta di San Giorgio ma si sarebbero dovuti fermare, in devoto raccoglimento, presso sei cappelle, collocate lungo un percorso che rappresentava, con metafora concettistica, quello canonico delle Basiliche romane.
Il complesso delle sei cappelle dovette essere ultimato, presumibilmente, già nel 1611. Nello stesso anno deve essere collocata l’esecuzione delle tele di Jacopo Palma il Giovane. Le tele raffigurano San Giovanni Battista, San Sebastiano, i Santi Pietro e Paolo, San Lorenzo, Sant’Elena e l’Assunta. Questi Santi e la Vergine rappresentano i titolari delle basiliche romane che visitavano i fedeli durante il giubileo.
Le Sette Chiesette
Seconda Chiesetta: Statio ad S. Joannem in Laterano
La seconda cappella rappresenta la basilica di Giovanni in Laterano. Essa è la Cattedrale di Roma, la madre di tutte le chiese a Roma e nel mondo. Fondata da Costantino, durante il regno di Silvestro (314-335) fu distrutta e ricostruita molte volte. La basilica attuale risale al XVII sec. San Giovanni è rappresentato nell’iconografia con un lungo bastone da viandante sormontato da una piccola croce, con la scritta “Ecce agnus Dei” (Ecco l’Agnello di Dio); è vestito con l’abito di pelle di cammello, a cui a volte si aggiunge il mantello rosso, segno del martirio.
Terza Chiesetta: Statio ad S. Crucem in Jerusalem
La terza chiesetta rappresenta la basilica romana della Santa Croce in Gerusalemme è una delle sette chiese di Roma. Fu edificata nel luogo dove erano i palazzi dell’Imperatrice Elena, la madre di Costantino I, presso il Laterano. Vi erano conservate, secondo le fonti contemporanee, le reliquie della croce.
Nella tela è raffigurata Sant’Elena. Di famiglia plebea, Elena venne ripudiata dal marito, il tribuno militare Costanzo Cloro, per ordine dell’imperatore Diocleziano. Quando il figlio Costantino, sconfiggendo il rivale Massenzio, divenne padrone assoluto dell’impero, Elena, il cui onore venne riabilitato, ebbe il titolo più alto cui una donna potesse aspirare, quello di «Augusta». Fu l’inizio di un’epoca nuova per il cristianesimo: l’imperatore Costantino, dopo la vittoria attribuita alla protezione di Cristo, concesse ai cristiani la libertà di culto. Un ruolo fondamentale ebbe la madre Elena: forse è stata lei a contribuire alla conversione, poco prima di morire, del figlio.
Quarta Chiesetta: Statio ad S. Laurentium extra Muros
La quarta chiesetta rappresenta la basilica di San Lorenzo fuori le Mura. E’ un’importante chiesa di Roma, una delle Sette Chiese e una delle cinque Basiliche patriarcali, situata a ridosso del cimitero del Cimitero del Verano. La basilica ospita la tomba di san Lorenzo, arcidiacono della Chiesa di Roma, martirizzato nel 258.
Quinta Chiesetta: Statio ad S. Sebastianum
La quinta chiesetta rappresenta la basilica di San Sebastiano fuori le mura. Costruita originariamente nel IV secolo, la chiesa fu dedicata a san Sebastiano, un martire romano del III secolo molto venerato. Il suo martirio avvenne sotto Diocleziano. Secondo i racconti della sua vita sarebbe stato un cavaliere valsosi dell’amicizia con l’imperatore per recare soccorso ai cristiani incarcerati e condotti al supplizio. Avrebbe fatto anche opera missionaria convertendo soldati e prigionieri. Lo stesso governatore di Roma, Cromazio, e suo figlio Tiburzio, da lui convertiti, avrebbero affrontato il martirio. Tutto ciò non poteva passare inosservato a corte, tanto che Diocleziano stesso convocò Sebastiano. Inizialmente si appellò alla vecchia familiarità: «Ti avevo aperto le porte del mio palazzo e spianato la strada per una promettente carriera e tu attentavi alla mia salute». Poi passò alle minacce e infine alla condanna. Venne legato al tronco di un albero, in aperta campagna, e saettato da alcuni commilitoni.
Sesta Chiesetta: Statio ad S. Petrum et Paulum
Solennità dei santi Pietro e Paolo Apostoli. Simone, figlio di Giona e fratello di Andrea, primo tra i discepoli professò che Gesù era il Cristo, Figlio del Dio vivente, dal quale fu chiamato Pietro. Paolo, Apostolo delle genti, predicò ai Giudei e ai Greci Cristo crocifisso. Entrambi nella fede e nell’amore di Gesù Cristo annunciarono il Vangelo nella città di Roma e morirono martiri sotto l’imperatore Nerone: il primo, come dice la tradizione, crocifisso a testa in giù e sepolto in Vaticano presso la via Trionfale, il secondo trafitto con la spada e sepolto sulla via Ostiense.
Settima Chiesetta: San Giorgio
La settima chiesetta e dedicata a S. Giorgio e contiene le reliquie catacombali. Gli affreschi di lunette e pennacchi intorno alla luminosa lanterna della prima aula, raffigurano episodi mariani e ritratti di santi vicini alla rinnovata sensibilità controriformistica, mentre la cupola è dipinta a cassettoni e s’apre verso il cielo, col cornicione ornato da mensole e medaglioni opera di Tommaso Sandrino Bresciano.
testo tratto da https://www.ossicella.it/
La prima chiesetta rappresenta la Basilica di Santa Maria Maggiore (visibile sullo sfondo della pala), conosciuta anche come Santa Maria della Neve è una delle quattro basiliche patriarcali di Roma, collocata sulla sommità del colle Esquilino.